Descrizione
Con questo vino L’Archetipo mette insieme due vitigni che si completano: il Primitivo, simbolo della Puglia, caldo e generoso, e l’Aglianico, più austero e profondo, di casa tra Campania e Basilicata ma ben acclimatato sull’altopiano murgiano. Le vigne sono a Castellaneta, su terre rosse con ghiaia siliceo-calcarea sopra un fondo di argilla calcarea, lavorate senza aratura secondo i principi dell’agricoltura sinergica. Fermentazione con lieviti indigeni e circa due anni di affinamento tra legno e acciaio.
Nel bicchiere è rubino intenso. Il naso unisce frutta matura, ciliegia e prugna, a sfumature speziate e leggermente tostate. In bocca trova un equilibrio riuscito tra la rotondità del Primitivo e la spina tannica dell’Aglianico: morbido all’ingresso, fresco a metà sorso, chiude asciutto e saporito. Un rosso da tutti i giorni con più carattere della media.
Analisi organolettica
- Colore: rubino intenso
- Profumo: ciliegia, prugna, spezie, note leggermente tostate
- Gusto: morbido, fresco, tannini presenti, finale asciutto e saporito
Come servirlo
- Temperatura di servizio: 16-18°C
- Bicchiere: calice per rossi strutturati
- Consiglio: stappare mezz’ora prima
- Longevità: 5-8 anni
Abbinamenti consigliati
- Salsiccia e bombette alla brace (come da Leo’s Braci d’Autore)
- Ragù alla barese
- Carni grigliate
- Formaggi semistagionati
Il produttore
L’Archetipo è l’azienda della famiglia Dibenedetto a Castellaneta (TA), sull’altopiano della Murgia, in Contrada Tafuri. Le prime vigne le ha piantate Carlo Dibenedetto nel 1970; il figlio Francesco Valentino, agronomo, ha convertito l’azienda al biologico già negli anni Ottanta e poi è arrivato all’agricoltura sinergica, ispirata a Masanobu Fukuoka: niente aratura, suolo sempre coperto, interventi ridotti al minimo. In vigna Primitivo, Aglianico, Negroamaro, Fiano e Greco, accanto a varietà rare recuperate come Maresco e Marchione. Vini da lieviti indigeni, dal carattere schietto e territoriale. L’azienda fa parte dell’associazione Triple A.

















