Descrizione
Giovanni Ludovico ha lasciato la carriera nelle rinnovabili a Bologna per tornare a Sava, in provincia di Taranto, e fare il vino di casa. Dal 2017 ha comprato qualche ettaro, cercato le vecchie vigne giuste, risalito ai proprietari per riprenderle. Oggi lavora due ettari e mezzo divisi in quattro parcelle in contrade diverse, resa contenuta a trenta quintali per ettaro, meno di tremila bottiglie l’anno. Il Primitivo è l’unico vino che fa. Vinificazione classica, macerazione in acciaio da quindici a venticinque giorni con rimontaggi e delestage, malolattica in acciaio, per la selezione Vecchie Vigne affinamento in barrique di rovere francese.
Nel calice è rosso rubino intenso e concentrato, coerente con la resa bassa. Al naso frutta scura matura, prugna e amarena, poi note più profonde di sottobosco, spezie dolci, un accenno di macchia mediterranea che ricorda la terra rossa di Sava. In bocca è caldo e strutturato, i sedici gradi e mezzo si sentono ma sono sostenuti da acidità e sapidità che tengono il sorso vivo. Un vino artigianale che non prova a compiacere, e proprio per questo funziona.
Analisi organolettica
- Colore: rosso rubino intenso e concentrato
- Profumo: frutta scura matura, prugna, amarena, sottobosco, spezie dolci, macchia mediterranea
- Gusto: caldo e strutturato, acidità e sapidità sostengono i 16,5 gradi, finale lungo
Come servirlo
- Temperatura di servizio: 18-20°C
- Bicchiere: Ballon
- Consiglio: decantare almeno un’ora prima del servizio
- Longevità: 8-10 anni in cantina
Abbinamenti consigliati
- Costata di Pezzata Rossa alla brace
- Agnello arrosto
- Cinghiale in umido
- Formaggi stagionati
- Ragù di carne su orecchiette
Il produttore
Giovanni Ludovico è tornato a Sava dopo quattordici anni a Bologna per fare il vino che voleva bere. Ha studiato enologia da adulto, poi dal 2017 lavora quotidianamente due ettari e mezzo divisi in quattro parcelle, ha selezionato le piante giuste e riscoperto vecchie vigne. Fa un unico vino, il Primitivo, in produzione di poche migliaia di bottiglie. La cifra è quella dell’artigianato con etica: pochi ettari, resa bassa, tempo lento.












