Descrizione
Chiaromonte Riserva è la selezione da lungo invecchiamento della cantina di Acquaviva delle Fonti, cru del Primitivo pugliese di alta collina. Le uve arrivano da vecchi alberelli allevati a novemila ceppi per ettaro su terreno calcareo, con rese contenute e vendemmia manuale a fine agosto. Dopo la macerazione sulle bucce, il vino affronta un lungo affinamento in botti di rovere di grande capacità, seguito da riposo prolungato in bottiglia prima dell’uscita sul mercato. Il risultato è un Primitivo che denuncia i suoi 18 gradi solo alla lettura dell’etichetta, mai al sorso.
Rosso rubino profondo con riflessi granata a segnalare l’evoluzione. Al naso esplode la classica frutta scura in confettura, prugna, amarena, ma con una profondità terziaria che parla di cioccolato fondente, tabacco dolce, cuoio e spezie orientali. In bocca la struttura è monumentale ma equilibrata: tannini levigati dal legno, dolcezza glicerica avvolgente, una spina di freschezza che impedisce alla materia di appesantire. Finale lunghissimo con ritorni balsamici e minerali.
Analisi organolettica
- Colore: Rosso rubino intenso con riflessi granata
- Profumo: Ampio e complesso: prugna in confettura, amarena sotto spirito, cioccolato fondente, tabacco, cuoio, spezie dolci, sottobosco
- Gusto: Potente e vellutato, calore glicerico bilanciato da freschezza inattesa, tannini fini e persistenti, finale interminabile con ritorni balsamici
Come servirlo
- Temperatura di servizio: 18-20°C
- Bicchiere: Ballon di grande capacità
- Consiglio: Consigliato, almeno due ore prima del servizio
- Longevità: 10-15 anni dall’annata
Abbinamenti consigliati
- Costata di Pezzata Rossa alla brace
- Brasato al Primitivo
- Selvaggina in salmì
- Formaggi stagionati di lunga stagionatura
- Cioccolato fondente 75%
Il produttore
Tenute Chiaromonte nasce ad Acquaviva delle Fonti, nel cuore della DOC Gioia del Colle. La famiglia lavora la vite dal 1826. Nicola Chiaromonte ha preso le redini nel 1998 e oggi la tenuta conta sessanta ettari tra vigneti e uliveti, con il lavoro concentrato sul Primitivo di Gioia del Colle e sugli autoctoni pugliesi allevati a vecchio alberello.










